Son giunto fino al mare
nell’invana speranza
che un vecchio amico
mi potesse consolare.

Ma oggi il mare
mi è ostile e indifferente:
si cura di se stesso
e della felice gente.

Quest’oggi il mare
non consola e non accoglie:
un gran boato fa
e la speranza toglie.

Non c’è di me nell’onde,
o sulla spiaggia segnata dagli amanti,
ma tutto mi ricorda
i nostri allegri istanti.

Le passeggiate e i baci ardenti
e le parole confessate ai venti
e gli abbracci e le carezze
e le lacrime al tuo viso avvezze.

E so che il mare mi è odioso
perché non porto più l’impronta tua,
e vede in me un suo lupo
che più non chiama poppa e prua.

Così non tollero più nulla:
l’incedere incompleto, il sole
di me inquieto, la spiaggia
triste e brulla.

Quella parte di me
che hai tu, la migliore
che mai fu, in un lampo
mi hai portato via.

M’hai reso straniero
in terra natìa.

Technology leader and strategic advisor. I work at the intersection of people, software and words.

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