Mani che la esplorano alla ricerca di quella scintilla che incendi il piacere.

Mani ruvide e decise, mani delicate e titubanti.

Mani estranee.

Labbra umide, e fredde, e fastidiose — in un attimo desiderate e in un attimo odiate.

Sudore accecante, inebriante. Il costo del peccato. Le si insinua nei pori — e come mai più lo laverà? Nessuno può lavare via il peccato. Un colpo di spugna di certo non cancella tanta sporcizia.

Gemiti mai sentiti, talvolta urla sconosciute, talvolta silenzio. Il silenzio le fa paura. Nessuno sa cosa trami, il silenzio. Ella riempie il silenzio con i propri gemiti, con le proprie urla.

È tutto automatico. E noioso. E spaventoso.

Corpi tra le sue lenzuola, ora amici, ora nemici.

Falsi ideali.

Falsi dei chiamati a riempire il silenzio per una notte.

Diavoli, dopo una notte.

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